Convegno diocesano Trebisacce, «servono uomini che sappiano parlare di Fede»

Da sinistra, mons. Fisichella e mons. Bertolone

«La fede non è in crisi, ma l’uomo d’oggi richiede persone che gli parlino con chiarezza, senza nascondersi dietro sofismi che darebbero l’impressione di poca sicurezza».

Monsignor Rino Fisichella ha aperto nella mattinata di giovedì, alla presenza di oltre seicento persone tra sacerdoti, operatori pastorali e laici (presenti in sala, tra gli altri, il consigliere regionale Gianluca Gallo e diversi sindaci) il convegno sulle ragioni della fede, organizzato dalla Diocesi di Cassano all’Ionio al Miramare Hotel Palace di Trebisacce.

I lavori sono stati introdotti dalla lettura dei messaggi augurali fatti pervenire dal cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano; dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, e dal presidente del Consiglio regionale calabrese, Francesco Talarico.

Nella sua riflessione mons. Vincenzo Bertolone, vescovo della Diocesi di Cassano, ha evidenziato come, proprio in chi si professa cristiano, la fede spesso vacilla, «incapace di manifestare quella forza che cambia la vita, il modo di pensare, di sentire e di agire, facendo di chi crede quasi una minoranza in una società plurale».

Alla luce di ciò «abbiamo bisogno di uomini e donne – spiega il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione dell’Occidente, mons. Fisichella – che con la credibilità della loro vita rendano presente l’amore misericordioso di Dio attraverso dei segni che esprimono l’intelligenza della fede sostenuta dalla forza della ragione».

La “due giorni” sulle ragioni della Fede proseguirà e si concluderà venerdì.

Oriolo, è morto Vincenzo Toscani. Magister di cultura e di vita

Una veduta di Oriolo

di Vincenzo La Camera

Si è spento nel pomeriggio di mercoledì nella sua casa di Oriolo, all’età di 72 anni, il professor Vincenzo Toscani, docente in pensione di italiano e latino presso il locale Liceo classico. Dove ha svolto anche il ruolo di vicepreside.

«Se fosse stato presente qui in mezzo a noi fisicamente, di certo ci avrebbe salutato con una delle sue battute». Lo ricorda così, durante l’omelia, don Pierfrancesco Diego (suo ex alunno), parroco di Nocara ma celebrante nel corso della cerimonia funebre di giovedì pomeriggio nella Chiesa madre di Oriolo.

La sua figura di uomo e docente, ben nota ad Oriolo, lo collocava in una posizione di rilievo in quella società che lo ha visto tra gli attori principali, costantemente impegnato nella crescita culturale del suo paese.

Ha contribuito allo sviluppo del locale Liceo Classico (che allargava il suo bacino di utenza da Amendolara a Rocca Imperiale) e che, nonostante la particolare posizione geografica di Oriolo, si poneva come principale antagonista del Liceo Classico di Trebisacce.

«La scuola e gli alunni sono la mia seconda casa», una delle tante citazioni di Vincenzo Toscani sciorinate con affetto da don Pierfrancesco Diego nel suo toccante ricordo.

Un uomo mai banale, vero promotore di cultura (conosceva a memoria tutta la Divina Commedia di Dante). Sempre disponibile nei confronti della Scuola come istituzione e come momento di socializzazione. Tanti gli ex alunni presenti al suo funerale, così come i docenti, il personale amministrativo e i collaboratori scolastici.

Vincenzo Toscani, che non ha retto al protrarsi di una brutta malattia, lascia la moglie e due figli, Katia e William.

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Ferriti Pertusola sud, «presto bonificate» le campagne di Cassano e Cerchiara

La dismessa "Pertusola sud" di Crotone

I siti, nelle campagne di Cassano Jonio e Cerchiara, contaminati dalle ferriti di zinco, cioè oltre 30.000 tonnellate di scarti di lavorazione del ciclo industriale della fabbrica “Pertusola sud” di Crotone illegalmente stoccati da queste parti, potrebbero essere presto bonificati.

È quanto è emerso da una riunione a Catanzaro convocata dal vicepresidente della Giunta regionale Antonella Stasi su richiesta del consigliere regionale e sindaco di Cassano Jonio Gianluca Gallo. Hanno preso parte all’incontro anche l’assessore regionale all’ambiente e sub commissario delegato all’emergenza ambientale Franco Pugliano, l’amministratore delegato della “Syndial”, Sergio Polito e l’assessore all’ambiente del Comune di Cerchiara, Pietro Cerchiara.

Ferriti di zinco. Nelle campagne di Cassano e Cerchiara ne sono stati stoccati a tonnellate. Illegalmente.

Proprio la Syndial (oggi proprietaria dell’ex polo chimico crotonese) è stata incaricata dal ministero dell’Ambiente di procedere alle operazioni di bonifica, che per bocca dell’amministratore delegato della Syndial stessa dovrebbero iniziare nell’arco dei due mesi.

In questi giorni sono iniziate le operazioni di messa in sicurezza dei siti contaminati e le attività di studio morfo-geologico.

«L’intenso lavoro istituzionale portato avanti negli ultimi anni dai Comuni di Cerchiara e Cassano, con la collaborazione della Regione, ha trovato interlocutori attenti e sensibili nella vicepresidente Stasi e nell’assessore Pugliano», ha commentato il consigliere regionale Udc, Gianluca Gallo.

Il consigliere regionale Udc e sindaco di Cassano Jonio Gianluca Gallo

«Nel cassanese, in contrada Tre Ponti, sono stati rilevati – ci riferiscono –  elevati tassi di nichel, arsenico, cadmio, stagno e zinco (nelle piante come nel sottosuolo ed in una falda acquifera, ricca di manganese e solfati). Mentre in contrada Prainetta si è accertata un’anomala presenza di stagno, zinco e arsenico». Capraro, invece, è la zona interessata nel comune di Cerchiara.

«Siamo fiduciosi – conclude Gallo -. Confidiamo che presto si possa centrare l’obiettivo della bonifica, da lungo tempo atteso dall’intera Sibaritide».

Scopelliti presenta il piano sanitario. «L’ospedale di Trebisacce sarà disattivato e riconvertito»

L'Ospedale di Trebisacce

È stato presentato il Piano di rientro per la Sanità in Calabria. Verrà attuato entro marzo 2012. Il presidente della Regione Calabria e commissario straordinario alla Sanità calabrese ha illustrato il piano a Catanzaro, assieme al dirigente del Dipartimento alla Salute Luigi Scaffidi.

Scopelliti ha reso noto (nonostante il sindaco di Cariati Filippo Sero si fosse alzato e imbavagliato in segno di protesta) il piano che prevede la riconversione di diciotto ospedali. Tra cui Trebisacce e Cariati, che saranno «disattivati e riconvertiti entro marzo 2012». Assieme a loro anche Lungo, Mormanno, San Marco Argentano, solo per citarne qualcuno.

La presentazione del Piano sanitario a Catanzaro

Dalle ceneri della vecchia sanità calabrese nasceranno tre ospedali Hub (di primo livello): Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Otto ospedali spoke (di secondo livello): nel Nord Calabria Rossano-Corigliano e Paola-Cetraro. In più quattordici ospedali distrettuali e quattro di zona montana. L’azione di rientro prevede, inoltre, il taglio di 1.200 posti letto (da 7.600 a 6.400).

Il piano sanitario, che a breve sarà vagliato dai ministeri dell’Economia e della Salute, continua a non convincere la popolazione, le istituzioni politiche e le associazioni dell’Alto e del Basso Jonio cosentino.

«Il Piano di rientro è stato caratterizzato semplicemente da scelte politiche e non tecniche», la dichiarazione riassuntiva del sindaco Sero al termine dell’incontro.

Protesta ospedale Trebisacce, si dimette il sindaco di Amendolara Mario Melfi

Mario Melfi

di Vincenzo La Camera

Mario Melfi, sulla scia del primo cittadino di Trebisacce Mariano Bianchi, annuncia le sue dimissioni da sindaco di Amendolara. Altri 14 sindaci dell’Alto Jonio si sono espressi favorevolmente in questa direzione. Tutti schierati in difesa dell’ospedale di Trebisacce.

Melfi, che ha presentato le sue dimissioni al termine del Consiglio comunale di mercoledì sera, sottolinea come lui sia stato sempre contrario a questa estrema forma di protesta («ritenevo di essere più funzionale alla causa dell’Ospedale esercitando l’autorevolezza conferitami dai cittadini di Amendolara»), ma di essersi allineato a seguito di una decisione presa dalla maggioranza dei sindaci. «Per continuare a mantenere tra sindaci ed associazioni unità di intenti nell’azione di lotta».

Una lotta, quella in difesa del nosocomio trebisaccese, che traslocherà su altre vie. Quelle politico-istituzionali, per esempio. Anche alla luce dell’invito del Prefetto di Cosenza Antonio Repucci a rimuovere i blocchi sulla Ss 106.

«Queste dimissioni, almeno per quello che mi riguarda, non sono un “bluff” ma ai sensi della legge 267/2000 art .53 produrranno tutti gli effetti normativi che comportano (le dimissioni diventeranno efficaci ed irrevocabili trascorsi 20 giorni dalla data di presentazione al consiglio, ndc)», assicura Melfi.

Il consigliere provinciale Melfi assieme ai sindaci Cosentino e Tursi, presenti al blocco stradale di questi giorni

Il consigliere provinciale critica «quanti si ergono a paladini del buon governo, elogiando il Piano sanitario di Scopelliti, senza conoscere nemmeno la geografia dei comuni calabresi».

Melfi si riferisce evidentemente, ma non solo, «al sindacato regionale dei “colletti bianchi” che – in queste ore – sprona l’on. Scopelliti ad andare avanti, a chiudere gli ospedali della morte. Quelle stesse persone – continua – che da anni ripetono il rito della processione presso dirigenti, funzionari, classe politica per interessi personali».

A questo punto le mansioni, i compiti, le responsabilità di primo cittadino di Amendolara saranno assunte dal vicesindaco Vincenzo Calabrese. «Per quanto mi riguarda – conclude Mario Melfi – non mi presenterò la mattina al Comune. Non parteciperò, anche in modo informale, alle giunte. Non seguirò la vita comunale».

Piano sanitario regionale, Scopelliti incassa l’appoggio dei sindacati

Il Piano sanitario regionale ridimensionerà numerosi ospedali

«Non è più tempo di difendere per fini campanilistici, clientelari ed elettorali strutture ospedaliere sprovviste dei minimi requisiti di sicurezza per i pazienti e per coloro che ai pazienti devono garantire la tutela della salute».

Le organizzazioni sindacali dell’area della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa sollecitano il governatore della Calabria Scopelliti ad andare avanti con il Piano sanitario di rientro.

«Assistiamo oggi – si legge nella nota sindacale – alla difesa di strutture che da molto tempo hanno cessato la loro funzione di ospedali per trasformarsi in reliquati che forniscono alibi a cattivi amministratori, per attuare una politica demagogica spacciata per interesse dei cittadini».

Il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti

I sindacati in questione concordano sul fatto che al vecchio “posto letto” debba subentrare un concetto di sanità modellato sul criterio “hub” e “spoke”, un sistema di emergenza integrato, un filtro pre-ospedaliero.

«Il tutto realizzabile con il riassetto della rete ospedaliera, dismettendo gli ospedali potenzialmente pericolosi».

Per concludere, le organizzazioni sindacali succitate, in vista di un inevitabile riasseto scaturito dall’attuazione del piano di rientro, chiedono al presidente Scopelliti che vengano tutelati i diritti e le professionalità del personale medico.

I sindacati firmatari: Aaroi-Emac; Anaao-Assomed; Anpo; Aupi; Cgil medici; Cgil Fp (stpa); Cisl medici; Cimo-Asmd; Fassid; Fesmed; Fedir sanità; Fvm; Sinafo; Snabi-Sds.

(fonte nuovacosenza.com)

Blocco Ss 106 a Trebisacce, aggredito poliziotto. E i sindaci annunciano le dimissioni.

Gli agenti della Polizia costantemente impegnati a controllare i blocchi sulla Ss 106

Ospedale di Trebisacce. La situazione precipita. Sedici sindaci dell’Alto Jonio cosentino hanno annunciato le proprie dimissioni. Poche ore prima il Prefetto di Cosenza Antonio Reppucci aveva invitato i primi cittadini di Trebisacce e Cariati (Bianchi e Sero) a convincere i manifestanti a rimuovere i blocchi sulla Ss 106. Evitando così l’intervento di sgombero da parte della Polizia.

Il Prefetto di Cosenza ha ordinato la rimozione dei blocchi

«I problemi – ha dichiarato il Prefetto –  vanno risolti con il dialogo civile e corretto, secondo le regole che ci fornisce la democrazia». Evidente, forse, il riferimento all’episodio avvenuto domenica sera presso il blocco stradale a Trebisacce. Quando un poliziotto sarebbe stato aggredito da alcuni esagitati che si sono scagliati contro l’agente che cercava di far oltrepassare il blocco ad una donna incinta che aveva la necessità di raggiungere un ospedale. Il sindaco Bianchi si è già scusato per l’episodio.

La battaglia sembra più che mai indirizzata, a questo punto, verso altre strade. Quelle istituzionali. 

A cominciare da oggi. A Catanzaro. Dove è previsto un incontro tra il Presidente Scopelliti e il ministro alla Salute Ferruccio Fazio. Il futuro dell’Ospedale di Trebisacce passa anche da qui.

Anche se le associazioni di volontariato restano sul piede di guerra, pronte a nuove forme di protesta civile.

Blocco Ss 106, il Prefetto ordina la riapertura della strada a Trebisacce e Cariati

L'Ospedale di Trebisacce

Dall’incontro di ieri, martedì, presso la Prefettura di Cosenza tra i sindaci di Cariati e Trebisacce (Filippo Sero e Mariano Bianchi), il Prefetto Antonio Reppucci e le Autorità militari,  è emersa la richiesta da parte del Prefetto di rimuovere i blocchi alla circolazione sulla Ss 106 entro le prossime ore.

Se ciò non dovesse accadere, la Polizia ha ricevuto l’ordine di procedere allo sgombero dei manifestanti.

Per oggi, intanto, è previsto l’incontro a Catanzaro tra Scopelliti e il ministro della Salute Fazio. Si discuterà del Piano sanitario. Parteciperanno anche i sindaci dell’Alto Jonio.

Ospedale Trebisacce, occhi puntati sull’incontro tra Scopelliti e il ministro Fazio

Il blocco sulla Ss 106, a Trebisacce, dura da giovedì scorso

Sicuramente nelle prossime ore si saprà qualcosa in più sul futuro dell’Ospedale di Trebisacce. È infatti in programma per oggi, mercoledì, a Catanzaro l’incontro tra il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti e il ministro della Salute Ferruccio Fazio. Sul tavolo non può che esserci il Piano di rientro previsto dalla Regione Calabria e in questi giorni sott’accusa da più parti. Da Trebisacce, da Cariati e in ultimo anche da Praia a Mare.

Le motivazioni sono le medesime. Secondo il Piano in questione gli ospedali dei comuni succitati verrebbero drasticamente ridimensionati.

La protesta sulla strada potrebbe essere agli sgoccioli. I sindaci stanno vagliando nuove soluzioni

Parteciperanno all’incontro di Catanzaro anche i sindaci dell’Alto Jonio a difesa dell’Ospedale di Trebisacce, in procinto di ridimensionarsi a Punto di primo intervento. Finora il presidente Scopelliti (che ieri è stato a Milano a parlare con il governatore lombardo Formigoni proprio di sanità) ha sempre rifiutato un confronto con i rappresentanti dell’Alto Jonio, restando incollato sulle sue posizioni.

Il blocco stradale sulla Ss 106, iniziato giovedì scorso, ancora resiste. Ma potrebbe essere agli sgoccioli. Infatti se dall’incontro odierno non dovessero emergere novità sostanziali e soprattutto garanzie sul futuro del nosocomio trebisaccese, i sindaci dell’Alto Jonio sono pronti a promuovere nuove forme di protesta. Come l’avviamento delle procedure per l’annessione dei 17 comuni jonici alla limitrofa Basilicata.

Ma chi era Guido Chidichimo? A Trebisacce rischio chiusura per l’ospedale con un nome che conta

La manifestazione a Trebisacce in difesa dell'Ospedale

di Letizia Amendolara

È a rischio chiusura l’Ospedale di Trebisacce, fortemente voluto da quel Guido Chidichimo di cui il nosocomio dal 2000 ne porta il nome.

Chidichimo (1912-1998), nativo di Alessandria del Carretto,  fu un cardiochirurgo di fama internazionale, un uomo dal rigore scientifico, morale ed intellettuale. Nel corso della sua carriera effettuò oltre 35.000 interventi di chirurgia generale ed oltre 10.000 di cardiochirurgia . E, non per ultimo, il suo impegno costante nel veder realizzato un ospedale . La sua idea ottenne successo e negli anni ’80 la struttura ospedaliera vide la luce.

Una vecchia foto del prof. Guido Chidichimo

L’Ospedale di Trebisacce è stato per anni un’importante ricchezza e non solo per la cittadina che lo ospita ma per tutto l’Alto Jonio cosentino. Un punto di riferimento che oggi rischia di venire meno. E con esso il costituzionale diritto alla salute. Continua in questi giorni la grande protesta popolare che ha avuto inizio la mattina del 23 settembre con un corteo sfociato poi nel blocco della Ss 106.

Politici locali, operatori sanitari, associazioni di volontariato, sindacati, gente comune protestabo contro il Piano di rientro sanitario previsto dalla Regione Calabria e che trasformerebbe l’Ospedale di Trebisacce in un Punto di primo intervento.

La protesta continua ad oltranza. Ed intanto i manifestanti attendono buone nuove dalla Regione Calabria.